Un Pennellone quasi per caso: l’avventura in Premier di Andrea SIlenzi

Un Pennellone quasi per caso: l’avventura in Premier di Andrea SIlenzi

di Fabio Izzo

L’ex manager del Nottingham Forest Frank Clark ha recentemente raccontato la storia dietro l’acquisto di Andrea Silenzi, il primo giocatore italiano a sbarcare in Premier League, ma anche, a detta di molti, il peggiore, un vero e proprio incubi per diversi tifosi dei Garibaldi Reds.
Andrea Silenzi aprì la strada a Carbone, Zola e Ravanelli ma nella memoria dei tifosi del Forest è un incubo che gareggia solo con il ricordo di Taibi tra i supporter del Manchester United,

“Big brush” è attualmente considerato come il più disastroso acquisto che abbia mai calpestato l’erba del City Ground, Pennellone Silenzi è durato solamente un anno in Premier League, in seguito è stato ceduto in prestito al Venezia e poi si è rifiutato di tornare, chiedendo la risoluzione del suo contratto con il club inglese per andare a giocare nella Reggiana.
Acquistato per 1,8 milioni di sterline dal Torino nel 1995 dopo la partenza di Stan Collymore, Silenzi ha collezionato 20 presenze in Premier senza mai segnare, realizzando solo due gol con la maglia dei Reds, entrambi in incontri di coppa.

Eppure il suo arrivo fu accolto da molto entusiasmo, vuoi per il suo tipo di gioco, per la sua fisicità, senza trascurare il fatto che era un giocatore nel giro della nazionale italiana (dove collezionò solo una presenza).
Attaccante da classico numero nove sulle spalle, alto e potente, aveva giocato con Diego Maradona al Napoli dove aveva vinto la Super Coppa italiana contro la Juve di Gigi Maifredi. Passato poi al Torino era riuscito a realizzare 17 gol in maglia granata, per intenderci, nella classifica marcatori di quell’anno, in serie A, fu superato solamente da un giocatore che anni dopo avrebbe fatto innamorare Stamford Bridge, Sir “Magic BoxGianfranco Zola e da un certo Giuseppe Signori, 3 volte re dei bomber in serie A.

Un curriculum di tutto rispetto che ha aperto le porte della Premier all’attaccante romano, il problema è che il manager del Forest, Frank Clark ha acquistato il giocatore a scatola chiusa e non l’aveva mai visto giocare dal vivo prima del suo approdo nella Contea inglese, come ha recentemente ammesso in un podcast:

“Durante il pre-campionato gli attaccanti del club erano Kevin Campbell, Jason Lee e Bryan Roy, (sì, l’ex foggiano) che si infortuna mentre Lee all’epoca vive con la paura di dover lasciare la moglie sola in casa perché in dolce attesa, senza aver nessuno che potesse aiutare concretamente la coppia.”

Così con un attacco tutto da inventare in fretta e furia Frank Clark viene preso dal panico e comincia a fare un paio di telefonate e a guardare qualche video. Lo stesso Don Howe, ex allenatore dell’Arsenal, consultato dal manger del Forest si esprime favorevolmente, chissà perché, all’ingaggio di Silenzi. A questo punto non resta che chiederci se i due siano effettivamente amici, comunque Clark esamina il curriculum del calciatore, considera il suo passato maradoniano e il suo presente fatto di goal e di maglia azzurra. Il dado è tratto, Clark acquista l’italiano ma qualcosa non funziona: Silenzi si inserisce con difficoltà, è pur sempre il primo italiano a giocare in Inghilterra e a misurarsi con un calcio e con allenamenti diversi. Lo stesso Clark ha ammesso che non è stata colpa del calciatore, tanto che ne ha tessuto le lodi a livelli umano: “È un ragazzo adorabile, un ragazzo fantastico” e non biasima nessuno tranne se stesso per questo acquisto, influenzato da una serie di coincidenze, da una gravidanza complicata e da Maradona.

Redazione

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