Karen Blixen spiega il nuovo Napoli di Gattuso: da Milik a Osimenh

Karen Blixen spiega il nuovo Napoli di Gattuso: da Milik a Osimenh

Nel segno della continuità, così si ripresenta ai tifosi il campionato di calcio di Serie A. La Fiorentina vince contro il Torino in casa e la Roma, priva di Dzeko, condizionata dal mercato, non va oltre lo 0-0. L’anno scorso il Parma espugnò il San Paolo e tra le altre cose, al termine di quei 90 minuti, si segnalò il fuori onda dell’accompagnatore emiliano che chiedeva all’arbitro di applicare poco recupero perché c’era l’aereo pronto ad aspettare la squadra a Capodichino, così quest’anno il Napoli ha preferito chiudere la partita prima dei 90 minuti, facendo perdere l’aereo agli emiliani, in senso figurato.

 

Il Parma stavolta non ci ha provato mai o quasi, a parte un missile terra aria di Kucka ed è stato a guardare, spettatore incredulo, la metamorfosi di Lozano, l’ala messicana è stata messa lì sulla fascia destra a prendere botte e, sorprendentemente, a rialzarsi. Bisogna però dire che la svolta della gara è arrivata quando in campo è entrato Victor Osimhen, l’attaccante nigeriano prelevato dal Lille. Lì, la partita è davvero cambiata perché il gioco della squadra di Gattuso ha provocato una metamorfosi inaspettata per Liverani. Insigne e compagni non sono rimasti schiacciati a macinare gioco partendo dai piedi di Ospina, come troppe volte ha fatto in passato, ma si sono allungati e a dirla tutta si sono anche divertiti perché questo sembra essere il punto di forza del Napoli attuale. L’attaccante boa nigeriano ha smistato palloni di testa, di tacco, liberando i compagni, portandosi dietro gli avversari, mantenendo il suo sorriso sulle labbra, regalando assist e occasioni da gol. C’è di fatto il suo zampino nel gol dell’1 a 0 di Mertens, il belga riceve un pallone spizzato di testa, ma anche in tante altre occasioni. Il secondo gol azzurro è figlio di un’azione caparbia di Lozano, bravo a intercettare un pallone e a inserirsi nella difesa parmense, Insigne è lesto a fare tapin e a insaccare il pallone del raddoppio sulla respinta di Sepe. Per Marcello Lippi, il Napoli si piazza dietro a Juve e Inter e io, che al fantacalcio ho il tridente componibile di Gattuso composto da Insigne, Mertens e Osimenh, sto ancora guardando il tabellone cercando l’orario di decollo dell’areo del Parma, che oggi non è proprio decollato.

 

Ecco, la differenza principale è lì, ora il Napoli mostra allegria e non ha più un attaccante musone capace di intestardirsi per fare gol senza entrare mai deciso in aria, cosa che ora, almeno per quanto visto in questa prima comparsata, avviene regolarmente. Perso l’attaccante da sacrificio slavo, gli azzurri hanno cambiato volto. Il segreto di questo successo temporaneo ce lo rivela Karen Blixen, nel suo libro più famoso, “La mia Africa”: “L’Africa e l’Europa hanno della giustizia due idee diverse, incompatibili fra loro. Per l’africano c’è un solo modo di controbilanciare le catastrofi dell’esistenza: dare qualcosa in cambio.”

 

Fabio Izzo

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