Gattuso, al mio via, togliti la giacca che scateniamo l’inferno!

Gattuso, al mio via, togliti la giacca che scateniamo l’inferno!

Il Napoli dei Tenori nacque contro il Lecce.

Era un’anonima partita di serie A, mancavano pochi minuti al termine e Corvia, ex promessa della Roma di passaggio in Salento, stava per sfiorare l’impresa.

Grava, mi sembra fosse lui, quasi sulla linea salvò il risultato. Pochi minuto dopo il nervoso Napoli di Walter Mazzarri, capace di agire solo a colpi di frusta elettrica, sfiorata la tragedia, nervosamente agisce: il Matador Cavani corse per una quarantina di metri e poco fuori dall’area lasciò partire una imprendibile schicchera da Subbuteo.

GOOOOOOL.

Per la gioia del San Paolo, cercatevi il filmato su YouTube, qualcosa che fa sempre piacere, almeno ai tifosi azzurri, a quelli del Lecce penso proprio di no.

Domenica tornerà il Lecce al San Paolo e non vi sono molte similitudini: Hamsik è in Cina, Lavezzi si è ritirato dopo la parentesi cinese, Cavani è a Parigi, Mazzarri ha appena rescisso con il Torino. Sulla panchina azzurra c’è Gattuso, in mezzo al campo c’è un altro slovacco ma senza cresta, Lobotka, il nuovo pocho, Lozano, langue in panchina e Milik non riesce a infiammare la tifoserie come faceva Edinson.

Però anche questo Napoli vive di spinte nervose, incapace di trovare una sua continuità, come si è visto a Genova contro la Sampdoria, gioca sui suoi terminali, forte ora di una dorsale protetta da Demme.

Insigne, che ultimamente fa anche il terzino alla Samuel Eto’o ai tempi di Mourinho, e Di Lorenzo, che ha raccolto il testimone di Campagnaro facendo anche un po’ l’Aronica, sono segni che fan ben sperare.

Manca solo una cosa: la giacca. Già se Gattuso si togliesse la giacca dalla panchina, come faceva Mazzarri, per lanciare l’assalto, sarebbe un bel segnale, non di nostalgia, ma di inferno, almeno per gli avversari.

Fabio Izzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *